Per migliorare il picking di magazzino bisogna rendere chiari settori, scaffali, liste di prelievo, priorità, spunta della merce, zone di carico e controlli finali prima della spedizione. Quando l’attività diventa continuativa, ripetitiva o soggetta a picchi, può essere utile affidarla a un partner esterno specializzato nella gestione operativa del magazzino.
Il picking è una delle fasi più delicate nella gestione di un magazzino.
È il momento in cui la merce viene prelevata dagli scaffali o dai settori, controllata, preparata e portata nella zona di carico o spedizione.
Un errore in questa fase può generare ritardi, ordini incompleti, contestazioni, rilavorazioni e perdita di tempo per il personale interno.
Per questo il picking non dovrebbe essere gestito come una semplice attività manuale, ma come un processo operativo da organizzare con metodo.
MyCoop supporta aziende, PMI, distributori, realtà logistiche e commerciali nella gestione di attività di magazzino in Abruzzo, Marche e Lazio, con possibilità di valutare interventi anche in Umbria e nel Nord della Puglia, in base alla sede, ai volumi e al perimetro del servizio.
Cos’è il picking di magazzino
Il picking è l’attività di prelievo della merce in magazzino per la preparazione di un ordine.
Può riguardare prodotti stoccati su scaffali, bancali, aree dedicate, settori o zone di deposito.
Il processo può essere semplice, quando i volumi sono bassi, oppure molto articolato quando il magazzino gestisce molte referenze, spedizioni frequenti o ordini con più righe.
In ogni caso, il picking richiede:
- una lista chiara;
- una merce facilmente individuabile;
- un criterio di prelievo;
- una spunta finale;
- una zona di preparazione;
- un controllo prima della spedizione.
Quando uno di questi passaggi non è presidiato, il rischio di errore aumenta.
Errori più frequenti nel picking
Gli errori più comuni nel picking nascono quasi sempre da una combinazione di disordine, urgenza e mancanza di controllo.
Può capitare che la merce venga prelevata dal settore sbagliato, che l’ordine venga preparato in modo incompleto, che la lista non sia aggiornata o che la zona di carico sia troppo confusa.
In altri casi il problema non è il singolo errore, ma la ripetizione dello stesso problema nel tempo.
Se le anomalie non vengono registrate, il magazzino continua a lavorare sulle stesse criticità.
Liste e spunta materiali
La lista di prelievo deve essere chiara e utilizzabile dagli operatori.
Deve indicare cosa prelevare, da dove prelevarlo, in quale quantità e con quale priorità.
La spunta è altrettanto importante: permette di verificare che la merce prelevata corrisponda a quanto richiesto.
In un magazzino ben organizzato, la spunta non è un passaggio accessorio, ma una forma di controllo operativo.
Serve a ridurre errori prima che l’ordine arrivi alla fase di carico o spedizione.
Settori, scaffali e zone di carico
Il picking funziona meglio quando il magazzino è leggibile.
Se settori e scaffali non sono chiari, il personale perde tempo a cercare la merce.
Se la zona di carico non è organizzata, gli ordini possono sovrapporsi o essere caricati in modo non corretto.
Per questo è utile distinguere:
- area di stoccaggio;
- area picking;
- area preparazione ordini;
- area controllo;
- area carico;
- area anomalie o merce sospesa.
La separazione delle aree aiuta a rendere il processo più ordinato e controllabile.
Controlli prima della spedizione
Prima della spedizione, l’ordine dovrebbe essere verificato.
Il controllo può riguardare quantità, qualità visiva, integrità, corrispondenza con la lista, presenza di eventuali anomalie e corretta collocazione in zona carico.
Questo passaggio è particolarmente importante quando il magazzino lavora con più vettori, più destinazioni o più ordini contemporaneamente.
Un controllo finale riduce il rischio di consegnare merce errata o incompleta.
Supporto esterno nei picchi di lavoro
Il picking può diventare critico nei periodi di picco.
Succede durante campagne promozionali, stagionalità, nuove commesse, riassortimenti, inventari o aumenti improvvisi degli ordini.
In questi casi un supporto esterno può aiutare l’azienda a mantenere continuità senza appesantire il personale interno.
MyCoop può organizzare servizi di picking e preparazione ordini come attività continuativa o come supporto temporaneo, sempre dopo aver definito con l’azienda procedure, spazi, orari, referenti e modalità di controllo.
KPI di precisione nel picking
Per migliorare il picking bisogna misurarlo.
Alcuni indicatori utili sono:
- numero di errori per ordine;
- ordini preparati nei tempi previsti;
- anomalie rilevate prima della spedizione;
- tempi medi di prelievo;
- percentuale di ordini incompleti;
- contestazioni ricevute;
- rilavorazioni necessarie.
Misurare questi dati permette di capire dove intervenire.
Tabella: errori nel picking e contromisure
| Errore nel picking | Impatto sull’azienda | Contromisura operativa | Chi se ne occupa |
| Merce prelevata dal settore sbagliato | Ordine errato o ritardi | Settori e scaffali più chiari | Referente magazzino / operatore |
| Lista non aggiornata | Prelievi incompleti | Controllo lista prima dell’attività | Cliente / referente operativo |
| Mancata spunta | Errori non intercettati | Spunta obbligatoria prima del carico | Operatore incaricato |
| Zona carico disordinata | Sovrapposizione ordini | Aree dedicate per ordine o vettore | Team magazzino |
| Picchi non gestiti | Ritardi e sovraccarico | Supporto esterno temporaneo | Partner outsourcing |
| Anomalie non segnalate | Problemi ricorrenti | Report o comunicazione dedicata | Referente operativo |
Quando esternalizzare il picking
Il picking può essere dato in outsourcing quando diventa un’attività continuativa, ripetitiva o difficile da presidiare internamente.
È utile valutare l’esternalizzazione quando:
- gli ordini aumentano;
- gli errori sono frequenti;
- il personale interno è sovraccarico;
- il magazzino ha più aree o sedi;
- ci sono picchi stagionali;
- serve maggiore controllo documentale;
- la preparazione ordini rallenta spedizioni e consegne.
In questi casi MyCoop può supportare l’azienda con un servizio organizzato, non con una semplice presenza di personale.
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FAQ
Come ridurre errori nel picking?
Per ridurre gli errori nel picking bisogna lavorare su liste chiare, settori ordinati, spunta dei materiali, zone di carico definite e controlli finali prima della spedizione.
Il picking può essere dato in outsourcing?
Sì. Il picking può essere affidato a un partner esterno quando l’attività è ripetitiva, continuativa, soggetta a picchi o richiede un presidio operativo più strutturato.
Come gestire i picchi di preparazione ordini?
I picchi possono essere gestiti con un servizio temporaneo o potenziato, definendo volumi, orari, priorità, numero di operatori, zone di lavoro e modalità di controllo.
Che controlli fare prima del carico?
Prima del carico è utile verificare quantità, integrità, corrispondenza con la lista, destinazione, eventuali anomalie e corretto posizionamento dell’ordine in area spedizione.
In quali aree MyCoop supporta attività di picking?
MyCoop opera principalmente in Abruzzo, Marche e Lazio. In base alla tipologia di servizio, può valutare anche attività in Umbria e nel Nord della Puglia.


